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di Alessandra Oliva

Vertigo – Hitchcock e la moda

Vertigo – Hitchcock e la moda

Vertigo, 1958, è considerato da molti il capolavoro tra i capolavori di Hitchcock. In italiano La donna che visse due volte, questo film mi strego’ da bambina, lasciandomi allo stesso tempo un forte senso di inquietudine. Rivedendolo a distanza di decenni, il senso di  inquietudine si è ovviamente attenuato, ma il fascino del film è rimasto immutato.

Per chi non l’ha mai visto o non lo ricorda bene, in breve: Scottie, detective in pensione a causa di una recente fobia per le altezze, viene incaricato da un amico di seguire sua moglie, Madeleine, affetta da strani comportamenti, come l’ossessione per una sua ava morta tragicamente, che fanno sospettare un disturbo mentale. Pedinando la donna, Scottie se ne innamorerà follemente, fino al tragico suicidio di lei. Ma il film non finisce qui… e altri intrighi misteriosi attendono il protagonista.

Oltre ad essere  un cult movie, un capolavoro del cinema noir e drammatico, Vertigo è uno di quei film iconici, magistrali in fatto di stile. Hitchcock, si sa, era maniacale nella ricerca della perfezione nei suoi film; questo perfezionismo si esprimeva anche nella ricerca del bello in ambientazioni, arredi, e abiti dei personaggi. Ogni aspetto della messa in scena era improntato all’eleganza,  i look erano curatissimi in ogni dettaglio, di gusto classico ma allo stesso tempo in linea con la moda del periodo. Sul piano simbolico e psicanalitico poi, perfino la scelta dei colori predominanti doveva avere un preciso significato; se non veniva colto da tutti, in ogni caso restava l’incanto della bellezza.

Tornando agli abiti  di scena, Vertigo è uno dei massimi esempi del rapporto vincente, potremmo dire molto fashion, tra Hitchcock e la moda.

Per rappresentare la bella e misteriosa protagonista Madeleine, ovvero la donna che visse due volte, Hitchcock sceglie una moda classica e di eleganza un po’ austera, a partire dell’indimenticabile tailleur grigio che la donna indossa in molte scene del film. Questo tailleur grigio chiaro, rigoroso e bon ton, insieme alla pettinatura raccolta dei suoi capelli biondo cenere, sarà l’immagine che perseguiterà il protagonista Scottie nella sua ossessione d’amore perduto.

Dopo il tailleur grigio, l’altro look principale è un abito a tubino nero con ampio cappotto bianco, indossato con lunghi guanti neri; un look estremamente da signora eppure affascinante.

Infine, l’altro look iconico del film e importante nella trama è l’abito nero da sera con stola verde smeraldo; look magnifico, scenografico ma non eccessivo, esalta i magnetici occhi verdi di Madeleine ed è il look che indossa nella scena in cui il protagonista la vede per la prima volta, restandone folgorato.

Il verde, il grigio, il bianco, il nero: sono questi i colori scelti dal regista per gli abiti della protagonista, e almeno uno di loro ha un significato simbolico. Il verde, solitamente colore di speranza e di energia positiva, nel film ha invece il senso dell’ipnosi, della dimensione onirica e spettrale, della distorsione della realtà. Verdi non sono solo gli occhi di Kim Novak-Madeleine, ma verde è l’auto che guida, e verde è il colore della fotografia in alcune scene legate alla morte. E infatti, il verde è il colore che ha più reso celebre questo film, e che tutti ricordiamo dopo averlo visto.

Attraverso colori, abiti, ambientazioni e fotografia, il grande Hitch riuscì a costruire un capolavoro perfetto sotto vari punti di vista, capace di stregare a distanza di sessant’anni, e capace di un’incredibile modernità per quei tempi.

La parola “stregare” è per me quella più adatta a descrivere Vertigo, come lo è per esprimere il fascino magnetico, misterioso e velatamente sensuale di Kim Novak nelle vesti di Madeleine.

Ci sarebbero da scrivere centinaia di pagine su Vertigo, ma ci vorrebbe un libro e non un post; mi fermo qui, con questo che è il primo capitolo di una serie di articoli dedicati al cinema di Hitchcock e alla sua moda.

In queste foto, un omaggio a una delle più celebri scene di Vertigo: la caduta di Madeleine nel fiume, con lo sfondo del Golden bridge di San Francisco.

Non avendo un tailleur grigio, ho scelto un completo nero, insieme a guanti bianchi vintage e a un foulard in testa, che lei indossa nel film, tutti tipici capi della moda anni Cinquanta.

Dopo aver sognato per decenni di interpretare Vertigo in foto, realizzo questo desiderio con un po’ di emozione, e con la  licenza poetica di non copiare il modello, ma solo di ispirarmi.

Alla prossima puntata, fashion people.

Jacket: Elisabetta Franchi

Dress: Siste’s

Gloves: vintage

Foulard: vintage

Sunglasses: Dolce e Gabbana

 

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