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di Alessandra Oliva

Une histoire de plage

Une histoire de plage – Una storia di spiaggia

Une histoire de plage è il titolo di una canzone cantata da Brigitte Bardot nel 1964. “Una storia di spiaggia mescolata di acqua e sabbia” diceva, forse rievocando le celebri estati trascorse dalla diva a Saint Tropez, tra selvaggia vita di mare e aperitivi col jet set in yacht.

Une histoire de plage mi sembrava il titolo perfetto per questa serie di foto in cui, a distanza di molto tempo, prendo di nuovo ispirazione dalla divina icona francese.

Icona di stile nella moda lo è stata, ma anche nella fotografia: le sue foto in riva al mare, avvolta solo dalla schiuma, così come lo shooting  di Orlando Suero, che la riprese su un letto in ferro battuto adagiato sulla spiaggia, fecero epoca. Nelle foto di Suero la B. B. universale appariva in abito bianco oppure vestita di un lenzuolo candido. Il suo leggendario trucco da bambola, con occhi carichi di eyeliner e labbra naturali, erano l’unico ornamento.

Sono foto che insegnano molto sulla femminilità e sul saper mostrare la sensualità senza ostentazione, senza eccessi, e soprattutto senza volgarità. In un mondo instagrammato e omologato in cui la sensualità di una donna viene spesso considerata come la foto in spiaggia con lato b in primo piano e bikini ascellare, lo stile sexy alla Bardot appare quasi una cosa antica. E invece, non c’è niente di più chic ma anche di estremamente naturale.

Nello shooting firmato da Orlando Suero nel 1965 lei appare come una dea del mare, una moderna Venere che sorge dalle acque tra il bianco del lenzuolo e l’azzurro delle onde, ma nello stesso tempo ha la semplicità di una ragazza da borgo marinaro. Proprio come era la Saint Tropez degli anni Sessanta, un po’ ritrovo di lusso dei divi, un po’ semplice e genuino borgo di pescatori. Semplicità e divismo divino: un mix difficilmente ripetibile e impossibile da imitare, ma di grande ispirazione per chi ama la lo stile e la fotografia.

La luce fatata del crepuscolo illumina la mia storia di spiaggia, un altro “travestimento”, stavolta con pochi veli, in cui rimanere sempre se stessi, ammirando e portando dentro muse di stile immortali.

Felice settimana, fashion e vintage people!

Inspirations

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