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di Alessandra Oliva

A different Ophelia

A different Ophelia

Ph La Camera Chiara

Location Capo Bruzzano (RC)

Ophelia: il personaggio letterario probabilmente più raffigurato nell’arte, soprattutto in pittura. La donna shakesperiana più famosa, dopo Giulietta, la più decantata e la più amata.

Pittori, poeti, e perfino cantautori (da Bob Dylan a Guccini) nel corso dei secoli si sono cimentati con questo personaggio, rapiti dal suo fascino etereo e insieme oscuro.

La fanciulla corteggiata e poi abbandonata crudelmente da Amleto, affascina da sempre per il senso di mistero che la avvolge, nonostante la sua apparente semplicità, e per quel miscuglio di bellezza e di morte che trasmette la sua vicenda. Ophelia caduta nel fiume, dove annega circondata da salici e fiori che sembrano voler omaggiare la sua bellezza e consolare il suo dolore, il suo volto che affiora tra le acque torbide incorniciato dalla malinconica natura, è un’immagine che ha ossessionato i pittori, a partire dai Preraffaelliti, e che è stata poi ampiamente ripresa nella fotografia d’autore.

Fragilità, romanticismo, innocenza, follia, senso del macabro, tutto questo trasmette l’eterea e tragica eroina di Shakespeare. E ancora oggi, chiunque la legga o la guardi raffigurata nei dipinti, può coglierne tanti diversi aspetti e sfumature quante sono le innumerevoli Ophelie nella storia dell’arte.

Ophelia è un personaggio a cui sono molto legata, per motivi artistici e personali, una figura femminile che da sempre mi affascina almeno quanto affascinò i Preraffaelliti; così, stregata dal suo eterno mito che non smette mai di emozionare, ho deciso di farne una mia versione fotografica.

E’ una Ophelia autentica ma anche diversa dal solito: fragile, leggiadra nel suo abbandonarsi tra le acque, nel suo cadere nello scuro mondo subacqueo, ma anche viva, sensuale, vitale. Le acque di mare non sono torbide e stagnanti come quelle di un fiume di campagna, ma limpide e mosse. Il romantico abito lungo aderisce al corpo come una coda di sirena, e così Ophelia dal naufragio in mare ne esce un po’ donna fragile, un po’ seducente.

“Ophelia si uccide perché ama qualcuno, la mia Ophelia lo fa in quanto si ama, l’acqua in cui annega sarà il liquido amniotico di una nuova vita” diceva la grande fotografa Monia Merlo a proposito della sua serie di foto ispirate alla morte di Ophelia. Così, ispirata da questa sua visione e da tante suggestioni artistiche, mi diletto a raccontare la mia Ophelia. La fragilità delle donne, ma anche la loro forza, la malinconia del lato oscuro della mente, ma anche il potere sensuale del corpo, dell’acqua, della luce.

Buona settimana nuova, fashion people!

 

Dress: Oviesse

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