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di Alessandra Oliva

Venezia e la storia del profumo: la magia di Palazzo Mocenigo

Scoprire Venezia: la storia del profumo e la sua lunga storia d’amore con la Serenissima. Una storia molto affascinante ma sconosciuta ai più, che ci racconta uno dei più bei musei veneziani, Palazzo Mocenigo.

Già importante museo del costume, e  ricco di arredi settecenteschi, questo splendido palazzo ospita da diversi anni  alcune sale dedicate alla storia del profumo. Attraverso le sue stanze di austera e lussureggiante bellezza, ci si inoltra in un percorso fatto di antiche essenze, segreti della fabbricazione dei profumi, rarissimi oggetti d’epoca che ricreano il laboratorio dello speziere, antenato del moderno profumiere. Un percorso non solo espositivo ma anche olfattivo che ci trasporta in un meraviglioso viaggio nella storia dell’arte profumatoria; si, perchè il profumo di qualità nasce davvero da un’arte sapiente nel creare odori non solo piacevoli, ma capaci di scatenare emozioni.

Camminando di sala in sala, e lasciandosi inebriare da diverse “miscele odorose” ispirate alle antiche rotte dei mercanti veneziani, si scopre un altro affascinante aspetto della storia di questa città che non smette mai di sorprendere: Venezia capitale del profumo. Una storia secolare che ebbe inizio addirittura nel Medioevo.

La bizantina Teodora Ducas nell’XI secolo sposa il doge Domenico Selvo. Bella, elegante, raffinata, crea subito scalpore perchè usa la forchetta e si profuma.

Alla fine del Duecento  Marco Polo porta a Venezia le ghiandole del moschus, un piccolo mammifero da cui si ricava il profumatissimo muschio, insieme alle istruzioni su come estrarlo ed usarlo.
Per Venezia è l’inizio di una grande amore col profumo e di un mercato molto fiorente. Dall’importazione si passa in breve tempo alla lavorazione; già nel 1400 nelle case nobiliari si usano incensieri dove ardono paste profumate. Ma non solo: gli spezieri inventano gli antenati dei moderni profumi, diluendo le essenze nell’acquavite, prima ancora che i francesi scoprano l’alcol.

Nel Rinascimento Venezia è la più grande produttrice di beni di lusso, tra cui i profumi. L’uso del profumo raggiunge livelli di estremo estetismo, quasi di idolatria. Addirittura i nobili si fanno confezionare rosari di paste profumate, ma anche guanti, scarpe, berretti e monete profumate.

L’arte dei muschieri e degli spezieri viene tramandata a voce fino alla pubblicazione del testo di Giovanventura Rosetti, I notandissimi secreti dell’arte profumatoria, nel 1555. Un vero e proprio trattato che contiene più di 300 ricette per profumare persone e ambienti, ma anche anche per la cura della bellezza femminile (sbiancare la pelle, imbiondire i capelli, lavarsi  i denti).

Nel Settecento, infine, nel corredo delle dame e delle spose non manca mai la boccetta di profumo, mentre nel 1709 i fratelli Farina inventano la prima acqua di Colonia. Con l’arrivo di Napoleone finisce la supremazia di Venezia nell’arte del profumo; se ne impossessa la Francia, e la secolare arte veneziana viene quasi dimenticata fino ai nostri giorni.

Grazie al Museo di Palazzo Mocenigo, infatti, questa antichissima arte rivive svelandoci il lato più sensuale di Venezia. La stessa sensualità che si ritrova nelle creazioni di The Merchant of Venice, brand veneziano di profumeria di lusso che con le sue raffinate creazioni ci riporta alle radici della storia d’amore tra Venezia e il profumo. Non poteva che nascere e svilupparsi a Venezia, il profumo; nella città dove ogni angolo trasuda bellezza, magia, e intrigante mistero.

 

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