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di Alessandra Oliva

Ninfa – Tra moda e mito

Ninfa

Location: Parco fluviale dell’Elsa, Colle Val d’Elsa

 

“Ninfe, figlie di Oceano dal grande cuore,
che avete le case sotto i recessi della terra posati sull’acqua,
correte nascoste, nutrici di Bacco, ctonie, date grande gioia,
nutrite frutti, siete nei prati, correte sinuosamente, sante,
vi rallegrate degli antri, gioite delle grotte, vaganti nell’aria,
siete nelle sorgenti, veloci, vestite di rugiada, dall’orma leggera,
visibili, invisibili, ricche di fiori, siete nelle valli,
con Pan saltate sui monti, gridate evoè,
scorrete dalle rocce, melodiose, ronzanti, errate sulle montagne,
fanciulle agresti, delle sorgenti e che vivete nei boschi”

Inni orfici

Ninfa: una parola spesso abusata o impropriamente usata per indicare una tipologia di donna, ma che in realtà ha origini antichissime quando affascinanti.

Secondo la mitologia greca, Le Ninfe erano divinità degli elementi naturali, il mare, i fiumi, i laghi, i boschi, e così via; personificazioni delle bellezze e delle forze della natura, anche quando la loro potenza divina era legata alla terra il loro legame con l’elemento acqua restava fondamentale. Bellissime e snelle fanciulle, dalle movenze aggraziate, incoronate di fiori e vestite di abiti leggiadri spesso bianchi, capaci di fare incantesimi magici ma anche talvolta di spaventare i viandanti che passavano nei loro luoghi, le Ninfe del mito greco sono figure femminile iconiche rimaste immortali fino ad oggi, ispirando pittori, musicisti e scrittori di tutti i tempi col loro fascino denso di grazia, sensualità, mistero e magia. Solo per fare alcuni celebri esempi, le ninfe sono protagoniste di numerosi dipinti della pittura preraffaellita, mentre nella letteratura del Novecento il termine “ninfa” è spesso associato a una donna dalla sessualità libera unita a grazia e apparente innocenza; impossibile dimenticare la “ninfetta” Lolita del romanzo di Vladimir Nabokov, divenuta emblema delle ragazzine procaci e maliziose.

Ma venendo al post di oggi, ambientato in un luogo magico – di cui vi ho già parlato – che sembra appunto uscito da una fiaba o da un mito antico, ho deciso di indossare un look minimalista ma molto femminile nella sua essenzialità, fatto solo di un abito bianco a tunica e di una romantica corona di fiori dai toni pastello. Un look adatto a una serata tipicamente estiva, ma che è anche un omaggio alle suggestioni di sogni, di bellezza e di femminilità che la cultura greca ci hanno lasciato in dono.

E nei panni di una moderna ninfa dei boschi, auguro a tutti un felice weekend!

Alla prossima, fashion people.

I was wearing

DRess: Be-Tween / Headbend: Ilaria Innocenti

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