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di Alessandra Oliva

Storia di viaggio e moda: San Galgano

Storia di viaggio e moda: la grande abbazia di San Galgano

Location: Abbazia di San Galgano (Siena)

La magnificente bellezza di un’abbazia in rovina, una giornata di turismo nella mia amata Toscana, e un outfit da viaggiatrice easy chic: una storia di viaggio e moda.

L’abbazia di San Galgano, a circa trenta kilometri da Siena, è uno di quei luoghi unici, per caratteristiche e atmosfera, che ci si ripromette di vedere almeno una volta nella vita, e che merita qui un breve excursus storico.

La grande abbazia fu realizzata tra il 1220 ed 1268 nel periodo in cui in Italia si fondevano lo stile romanico con il nascente gotico francese.  Il complesso composto dall’eremo o rotonda di Montesiepi e dalle rovine della grande abbazia cistercense di San Galgano è uno dei più suggestivi che si trovano in Toscana e in Europa: la sua storia nasce a partire dall’eremo di Montesiepi, edificato tra il 1182 ed il 1185,  sopra alla capanna sulla collina ove San Galgano visse il suo ultimo anno di vita.

Di San Galgano si sa che morì nel 1181 e che, convertitosi dopo una giovinezza disordinata e dedita alla vita cavalleresca, si ritirò a vita eremitica per darsi alla penitenza; il momento culminante della conversione avvenne nel giorno di Natale del 1180, quando Galgano, giunto sul colle di Montesiepi, infisse nel terreno la sua spada, come simbolo di abbandono della vita militare; in effetti nell’eremo c’è un masso con  una spada conficcata  dentro, una delle cose più suggestive da vedere durante questa visita. Ovviamente, sono state fatte ipotesi ardite su possibili relazioni fra la mitologia della Tavola Rotonda di Re Artù e la storia del santo.

La storia di questa magnifica abbazia  ha inizio quindi così, dalla volontà di edificare un’abbazia con annesso monastero cistercense accanto all’eremo dove fu sepolto Galgano; consacrata nel 1268,  sappiamo che la grande abbazia visse un secolo di splendore e di grandi ricchezze, a cui seguì una triste caduta in disgrazia a partire già dalla seconda metà del Trecento, quando la comunità di  monaci  prima si ridusse drasticamente di numero, dopo la grande peste del 1348 e diversi saccheggi da parte di compagnie di ventura, e poi nel 1474 abbandonò il monastero per trasferirsi a Siena.

Nel 1503 l’abbazia venne affidata ad un abate commendatario, scelta che accelerò la decadenza di tutto il complesso che fu praticamente svenduto; un esempio su tutti, la vendita della copertura in piombo del tetto, a partire dalla quale iniziò il crollo completo del tetto dell’abbazia.
Nonostante alcuni tentativi di ripristinare il monastero, alla fine nel 1789 l’abbazia venne sconsacrata e lasciata definitivamente alla rovina.

Ma cosa rappresenta invece San Galgano oggi? Un luogo di suggestiva bellezza da contemplare in diversi orari del giorno, poichè la sua bellezza cambia a seconda della luce che entra attraverso le grandi finestre vuote; una testimonianza imponente dello splendore dello stile gotico; un ponte tra terra e cielo, spiritualità e architettura, che paradossalmente trae il suo enorme fascino proprio dall’essere una rovina.

Se fate un viaggio in Toscana, è una tappa da fare assolutamente; se invece vivete in Toscana, l’abbazia diventa nel periodo estivo anche palcoscenico di una bellissima rassegna di concerti.

Per quanto riguarda invece il lato fashion di questa storia di viaggio e moda, per vivere la giornata da turista tra la visita a San Galgano e  il viaggio tra le campagne senesi, ho scelto un look comodo ma molto femminile: una lunga gonna plissè – must di ogni estate – una camicia bianca annodata in vita, sandali flat e un gran cappello romantico.

Anche nel fare i turisti, infatti, ci si può vestire unendo la praticità allo stile, non credete? Ed è anche un divertimento scegliere di volta in volta l’outfit adatto da intonare al luogo da visitare, e che possa raccontare una storia di viaggio e moda.

Felice weekend, fashion people!

I was wearing

Shirt:  Imperial / Skirt: Silvian Heach / Hat: no brand / Shoes: Private Label

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