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di Alessandra Oliva

Ballo in maschera

  Ph Daniele Regina

Venezia è un sogno divenuto materia viva, un pensiero sensuale e malinconico che naviga e cammina: con queste parole potrei raccontare l’essenza di una città che mi ha stregato, nel mio ultimo viaggio, ancor più di quando la vidi la prima volta da bambina.

Città sospesa sull’acqua, scrigno di inestimabili tesori d’arte e di storia, Venezia trasmette sempre quella sensazione di essere in bilico tra sogno e reale; forse è proprio per questo che è anche la città del Carnevale, quel periodo dell’anno in cui sogno e realtà si fondono a creare una dimensione terza, nuova, ammaliante e misteriosa come le sue maschere.  Dici Venezia, e subito viene in mente il suo Carnevale, i fastosi balli in maschera nei palazzi storici, i costumi settecenteschi, e le sue maschere variopinte, fascinose, allegre o inquietanti, ma in ogni caso sempre profondamente seduttrici. La vera maschera veneziana è in cartapesta rigorosamente dipinta e decorata a mano, una piccola opera d’artigianato artistico capace di trasformare ogni desiderio in realtà, e di far emergere, in chi la indossa, l’aspetto della personalità che vuol esprimere, eliminando le inibizioni.

Un’antica e gloriosa tradizione, quella delle maschere veneziane, che è ancora portata avanti da alcune prestigiose botteghe che esportano il culto della maschera in tutto il mondo, e nei cui atelier è possibile trasformare qualunque fantasia nella realtà di un “volto” fatto su misura; dalle classiche maschere della commedia dell’arte, come Colombina e Pantalone, alle tradizionali veneziane come la Muta, la Bauta e il Medico della peste, fino alle più spettacolari maschere-volto e a quelle ornate di piume di struzzo, in questi luoghi il fascino del Carnevale si respira e si tocca, trasportandoti nella sua “terza dimensione”.

In questo post indosso una di queste maschere – realizzata da Ca’ Macana, una delle migliori botteghe veneziane –  in un look ispirato a Venezia e alle sue suggestioni; un omaggio alla sua bellezza e al suo splendido Carnevale, immaginando un look da ballo in maschera non in costume, ma rivisitato in chiave più moderna e androgina.

Del resto, cosa meglio del colore blu e di una maschera ornata di piume può raccontare lo spirito di Venezia incarnato in una donna? Sempre restando sospesi tra sogno e reale, tra fantasia e vita, tra trasgressione e malinconia; come il suo Carnevale, come l’essenza di quella nobildonna raffinata ma concreta che si chiama Venezia.

I was wearing

Mask: Handmade by Ca’ Macana, Venezia / Top: Guess / Pants: Be-Tween / Shoes: Felirose

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