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di Alessandra Oliva

Marie Antoinette – i costumi di una regina pop

Marie Antoinette – I costumi di una regina da Oscar

I want it candy: è questo il leighmotiv che accompagna la più affascinante mostra del momento dedicata alla moda: “Marie Antoinette – I costumi di una regina da Oscar”. Dall’ 11 febbraio fino al 27 maggio al Museo del Tessuto di Prato, uno dei musei fiori all’occhiello di questa città, è possibile ammirare i costumi del celebre film di Sophia Coppola, che sono ritenuti dalla critica la migliore reinterpretazione cinematografica mai realizzata dell’abbigliamento del Settecento: oltre venti meravigliose creazioni frutto del genio della costumista Milena Canonero, vincitrice nel 2007 del premio Oscar, raccontano le varie tappe della vita dell’ultima regina di Francia.

Bella e capricciosa, raffinata esteta ma anche schiava di una vita di corte che oltre al lusso le regalò infelicità e solitudine, la giovanissima Marie Antoinette giunse ad appena 15 anni in Francia per sposare il delfino Luigi XVI; dal suo arrivo a corte fino alla tragica “caduta degli dei” che la portò sulla ghigliottina, la vita della regina ci è stata raccontata nel film, e ora in questa mostra, attraverso i suoi abiti, che scandiscono i diversi periodi vissuti da questa donna che già a suo tempo divenne un’indiscussa icona di stile.

Un incanto per gli occhi, una seduzione per la mente, addentrarsi nelle due sale di “Marie Antoinette – I costumi di una regina da Oscar”. All’ingresso, ci accolgono dei bustini appesi a una struttura aerea come fossero magnifici esemplari di uccelli esotici, uno schermo con diapositive che raccontano la biografia della regina, e soprattutto lui: il re degli abiti candy, l’abito stile Marie Antoinette per eccellenza, un sogno di seta rosa arricchito da tulle bianco (immortalato, indosso all’attrice Kirsten Dunst, sulla copertina di Vogue UK).

Si prosegue poi nella grande sala principale, dove l’allestimento scenografico con pedane e cornici dorate dialoga in perfetta simbiosi con i costumi in mostra: dall’abito dell’arrivo a corte fino ala celebre chemise a la reine del periodo campagnolo al Petit Trianon, dagli abiti da viaggio a quelli spettacolari della scena dell’incoronazione, è possibile ammirare da vicino quella visione pop del Settecento che ci ha sedotti nel film. Tutti realizzati in pura seta, frutto di più di un anno di lavoro in collaborazione con la Sartoria The One, giovane sartoria cinematografica e teatrale di Roma, questi costumi non sono solo qualcosa di bello da vedere, ma un interessantissimo intreccio tra moda e storia. Un’ispirazione potente di stile con cui arricchire la mente, un’espressione di cosa significa l’arte della moda. Tutti gli appassionati di moda dovrebbero vederla.

Felice settimana nuova, fashion people!

 

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