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di Alessandra Oliva

Storia della lingerie – La sottoveste

La sottoveste

Ph: RD photo

“Una vera signora è una donna che non mostra mai la propria biancheria intima senza volerlo.”

Lillian Day

 

Il secolo scorso è stato, come dicevo nel primo post di questa rubrica dedicata alla storia della lingerie, rivoluzionario per il mondo dell’intimo femminile; è il secolo in cui nascono il reggiseno, gli slip, i collant, ma soprattutto, la sottoveste.  Dici sottoveste e subito ti viene in mente, specialmente se sei amante del cinema, “Maggie la gatta”, ovvero Liz Taylor in sottoveste bianca che litiga e riconquista il marito Paul Newman in La gatta sul tetto che scotta.  Ed è superfluo ricordare la celebre sottoveste di Kim Basinger in Nove settimane e mezzo.

Strumento di seduzione impregnato di un fascino rétro che è tornato potentemente di moda di questi tempi, la sottoveste è forse il capo in assoluto più iconico della lingerie femminile, e possiede una lunghissima storia di cui è interessante sapere alcune tappe importanti.

La sottoveste esisteva già come indumento nell’Ottocento, ma nel 1837,  inizia ad essere indossata come un qualcosa che che separi l’abito dal contatto diretto con la pelle, un capo che possa far scivolare meglio l’abito: a partire dall’epoca vittoriana, quindi, la sottoveste diventa un vero e proprio capo di abbigliamento intimo femminile, a metà strada tra lingerie e outwear.

Dopo essere divenuto un capo di ampia diffusione negli anni Trenta del secolo scorso,  nel 1947 arriva una tappa fondamentale nella storia della sottoveste: Marcel Rochas apre la sua sfilata con una modella che indossa una succinta sottoveste in raso bianco e pizzo nero, facendo parlare di “rivoluzione della biancheria intima”. Da allora fino agli anni Sessanta, l’indumento di seduzione femminile per eccellenza diventa protagonista anche nel cinema, indossato da dive come Sofia Loren e Brigitte Bardot, solo per fare due esempi.

In seguito, con la comparsa della minigonna negli anni Sessanta, la sottoveste perde il suo ruolo e viene messa nel dimenticatoio, per fare la sua gloriosa ricomparsa negli anni Ottanta. Da allora, è ritornata ad essere soprattutto un simbolo di seduzione,  e anche in grande stile: dalle collezioni di Dolce e Gabbana, grandi estimatori della sottoveste e dell’abito-sottoveste ornato di pizzi raffinati, fino alle campagne pubblicitarie di grandi brands di biancheria intima, la sottoveste è tornata finalmente ad essere quello che è sempre stata per sua natura. Fruscìo di raso sulla pelle, brivido caldo ammantato di (finto) pudore, espressione dell’essere femmina. La seduzione non sempre risiede nell’indossare biancheria provocante, ma nel fascino immortale di un indumento antico e maliardo nella sua semplicità.

Buona settimana, fashion people!

I was wearing

Petticoat: Siste’s

 

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